Scammer – 8 regole per evitare vendite truffa da clienti inesistenti

Scammer – 8 regole per evitare vendite truffa da clienti inesistenti

Cos’è uno Scam? Wikipedia lo definisce così:

Scammer – Scam

“Scam è un termine che indica un tentativo di truffa perpetrata coi metodi dell’ingegneria sociale, in genere inviando una e-mail nella quale si promettono grossi guadagni in cambio di somme di denaro da anticipare”.

Scammer è colui che tenta di effettuare la truffa.

Ieri abbiamo scoperto un nuovo tentativo di Business SCAM (una truffa ai danni di aziende).

Per il mio cliente pericolo sventato, ma abbiamo scoperto che per qualche azienda non è andata così bene. Oltre alla beffa ha perso anche denaro. Magari anche fiducia nel mercato e nelle possibilità di export. Ma il mercato non c’entra.

Nel mondo reale sono in tanti che hanno subito truffe. Verifichiamo analogie e come si sono evolute ai tempi di internet. Truffe 2.0, se vogliamo.

Totò vendeva la Fontana di Trevi al facoltoso turista americano, centinaia di Pacchi contenenti telecamere e gioielli sono stati venduti lungo le autostrade, a ignari che hanno poi scoperto i pacchi contenere solo sassi. Il classico “Pacco”. Questo nel mondo reale.

In un mondo sempre più internet-connesso, le frodi si sono evolute. Ma quello che le alimenta no. Il desiderio di avere in modo rapido un risultato ambito, con poca fatica. Per arrivare il Truffatore, quello che io chiamo “Scammer”, punta a farci abbassare le difese e le buone norme di cautela.

Le PMI, specialmente quelle che sono in una fase di avvio delle attività di Export e l’utilizzo di internet per la creazione di opportunità B2B (Business to Business), sono quelle che più rischiano da un contatto fraudolento.

Sotto qualche spunto di riflessione che può permettere di evitare brutte sorprese:

  • REGOLA n. 1 La fretta è cattiva consigliera. Gli Scammer lo sanno e cercano di indurre le loro potenziali vittime ad agire d’impulso. Come? Mostrando l’opportunità unica ed irripetibile di un grosso acquisto, una partnership ambita, una improvvisa crescita aziendale che li spinge a gettarsi nelle braccia dell’azienda cliente, con condizioni altrimenti impossibili. Se arriva una richiesta di fornitura stratosferica, con consegna in tempi ristretti, diffidate. So che pare brutto….ma chiedete pagamento anticipato o pagamento con Lettera di Credito su Banca Italiana. Gli Scammer, a fronte di una richiesta di pagamento anticipato, scompaiono come neve al sole.  Un buyer serio ed organizzato non arriva ad avere l’acqua alla gola e la necessità assoluta di una partnership da chiudere in tempi risicati con un’azienda a lui sconosciuta. Mi dispiace, ma se un’azienda s presenta come Babbo Natale, fate attenzione… forse sotto all’albero il pacco non è così gradito come pensate. Prendetevi il giusto tempo per le verifiche.
  • Regola n.2 – Lavorate su richieste coerenti. Procediamo per analogie. Supponiamo che produciamo e vendiamo beni di lusso. Una richiesta che ci arrivasse sgrammaticata, senza alcuna cura, da una email generica e non verificabile sarebbe non coerente con la nostra immagine di produttore. . Figuramoci una richiesta di pagamento a 60 giorni da questo ipotetico cliente !
  • Regola n.3 – Date fiducia, ma non date credito a Babbo Natale:  Una vecchia regola in auge nella mia prima azienda era diretta, ma essenziale:  “Vedere soldi, dare cammello”. Non so da dove arrivi il detto, ma ha sempre reso l’idea. Se paghi prima ti mando la merce. Nessuna deroga o ammiccamento alternativo.  Il fatto è che ogni pagamento posticipato è un rischio, che va accettato solo dietro a serie prospettive di business. Certo, le grandi aziende ed i grandi clienti non pagano anticipato. Ma hanno credenziali verificabili e le società di assicurazione del credito (Coface, SACE, etc.) assicurano il credito di tali clienti in uno-due giorni. In tal caso, per il solo importo assicurato, il fornitore può decidere se prendersi il rischio del pagamento posticipato, sapendo che in caso di mancato pagamento, potrà recuperare una buona fetta del mancato incasso.
  • Regola n.4 – Se non sei su Internet, non esisti. Ai tempi di Internet, siamo un pò tutti nella rete. Anche i nostri potenziali clienti. Anche noi. Verificate se il Vostro prospect è veramente chi dice di essere.  Mi spiego meglio. Il Vostro contatto dice di lavorare per l’azienda xyz. L’azienda ha un suo sito web ufficiale (facilmente trovabile in internet), ad esempio www.xyz.co.uk   La mail è normale che sia qualcosa del tipo nomecognome@xyz.co.uk, oppure inizialenome.cognome@xyz.co.uk , oppure info, export, import, sales, sempre seguito da @xyz.co.uk.   Se la email che avete ricevuto è ‘xyz’ sounding, ovvero assomigliasse molto alla struttura indicata, ma con un carattere strano che la differenzia o il suffisso finale diverso, fatevi qualche domanda. Il dominio del vostro prospect porta ad un sito credibile e coerente oppure no? La verifica è comunque doverosa. E le domande sulle incoerenze sempre legittime.
  • Regola n.5 – Google Maps permette di vedere molte strade e sedi di aziende Usiamolo! Cliente nuovo, primo grande ordine? Se il pagamento non è pagato totalmente anticipato, può essere utile vedere il luogo della consegna con Google Maps. Se il luogo di consegna si presenta in linea con il potenziale cliente(insegne dell’azienda, magazzino ben strutturato, etc.) sarà una piacevole punto a favore del prospect.
  • Regola n.6 – Diffidate da quei tanti burloni che sono entrati in possesso di cifre importanti e vogliono investirle proprio nella vostra azienda. Babbo Natale si fa vedere solo a Natale, e porta giochi ai bambini, senza chiedere nulla in cambio.  Non mi risulta lavori con le aziende.
  • Regola n.7 – A pensar male a volte si esagera, ma spesso ci si azzecca. Caso pratico: Ponderate bene chi chiede lettere di invito ufficiali per poter entrare in Italia e venire a vedere la Vostra azienda. Ovviamente motivando con possibilità di Business e la firma di un consistente ordine. I buyer di grandi aziende hanno un passaporto e viaggiano per il mondo liberamente. Non gli serve un visto di ingresso. Se per venirvi a trovare serve una Lettera di Invito ufficiale da parte dalla Vostra azienda, ponderate bene e prendete dati. Assecondare la richiesta potrebbe portarvi  a rispondere di favoreggiamento di immigrazione clandestina, ove il Vostro possibile cliente sparisse appena arrivato in Italia. La trattativa può essere messa in piedi per poter avere un visto di ingresso in un paese ambito, più che per siglare un accordo di cooperazione tra aziende. Considerare la possibilità è lecito.
  • Regola n. 8 – Non limitatevi alle mail – Sollevate la cornetta e chiamate!  Per capire chi è, se vi pare affidabile e coerente.  La voce può in pochi minuti fare ciò che non sarebbe possibile con decine di email.

Riflessioni finali:  Questo post non vuole spaventare, nè indurre a lavorare solo con grandi clienti. Anzi. Trovo utile, lungimirante e coerente dare fiducia ai piccoli, a chi è nella fase avvio dell’attività, a chi ha idee nuove e per farsi vedere e ritagliarsi una nicchia di mercato e magari disposto a fare qualche concessione ai primi e nuovi clienti.  Certo, le proposte andranno ponderate. Ma è anche vero che oggi non avremmo internet, i PC su ogni scrivania, gli smartphone, i negozi, le assicurazioni e le banche online, se qualcuno non vi avesse creduto ed un gruppo di clienti non avesse accettato e provato le nuove idee. 

Anche le grandi idee sono partite da un innovatore che ha trasformato l’idea in realtà, le grandi aziende sono nate con pochi mezzi e senza clienti, crescendo e creando poi mercati completamente nuovi.

Personalmente, quando ho la possibilità di scegliere, compro prodotti delle società nuove, dando così fiducia e opportunità a chi si è speso per creare idee e realizzare un sogno. Ben vengano quindi le offerte da Start-Up e società nuove, i piccoli clienti che possono crescere e far crescere la nostra società. Date loro fiducia, purchè siano concreti e coerenti.

Parlate con i Vostri possibili clienti. Anche se siamo ai tempi di Internet, io reputo che occorra sempre un contatto diretto con i clienti, anche telefonico, per ‘percepire’ la qualità del nostro interlocutore. Non limitatevi alle email. Alzate la cornetta e parlatevi.  Se ricevete un ordine consistente, ma il buyer non si fa mai trovare, state in guardia. Se il numero di telefono che vi viene fornito non ha riscontro per l’azienda che vi ha fatto l’ordine, state cauti. Se il punto dove vi chiedono di consegnare la merce non ha nulla a che vedere con una sede del cliente, rizzate le antenne.

Questo è solo un campionario di situazioni vissute direttamente, nel corso degli anni. Trovo che il commercio in questo mondo globale, aperto ad Internet ed al Social richieda le stesse cautele e buon senso che c’era prima di internet.

Il mercato globale richiede qualche precauzione, ma offre anche molte possibilità.Per le aziende aprirsi ai nuovi mercati è un’opportunità da creare e consolidare, spesso una necessità prima ancora che una possibilità.

Le aziende che ora sono presenti oggi in molti mercati possono certo confermare che la diversificazione sui mercati esteri porta vantaggi e soddisfazioni.

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Perchè Zara vende con successo moda, mentre molti competitors languono?

Perchè Zara vende con successo moda, mentre molti competitors languono?

Il settore Moda è dinamico, creativo, effervescente.

Stimola il sogno nei clienti….e Zara stimola il sogno, la scoperta di qualcosa di unico, che prendi subito o non avrai mai più.

La formula? Semplice, ma efficace.

Teoria del marketing ben applicata:

  • Lancio continuo di nuovi prodotti, che rimangono a disposizione per pochi giorni.
  • Cataloghi online che si rinnovano anche 2 volte a settimana
  • Poco tempo per pensarci e pochi pezzi disponibili. Ogni pezzo è un tesoro da accaparrarsi in fretta, o lo vedrai sfilare su qualcun altra. L’effetto Tesoro amplifica la voglia di avere quel pezzo irresistibile e sfuggente.
  • La certezza per i clienti che tornare a casa per “pensarci meglio” in questo caso non funziona. Qui acquisti si fanno so base emozionale. Subito.

Questa caccia al tesoro irripetibile si presta particolarmente al mondo femminile, ma non solo. Contribuendo al successo di vendite di Zara.

Guardate il video di Business Insider UK che ha stimolato questo post.

Perchè Zara domina il mondo della moda

http://uk.businessinsider.com/zara-dominating-beating-competition-fashion-industry-2015-7?r=US&IR=T

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Dalla storia del fondatore del Gruppo Natuzzi qualche riflessione su come innovare ed esportare.

Dalla storia del fondatore del Gruppo Natuzzi qualche riflessione su come innovare ed esportare.

Oggi prendiamo spunti di riflessione da uno  dei video che più più mi piacciono per analizzare le sfide e le azioni che stanno alla base di un orientamento all’Export.

Lo stimolo ci viene da un’intervista a Pasquale Natuzzi, fondatore del omonimo Gruppo Natuzzi.

Gruppo che ha contribuito allo sviluppo del Made-in-Italy, alla rinascita dell’Italia dalle macerie e povertà del dopoguerra, creando quel sogno di benessere e prosperità in patria, oltre a creare, fuori dai nostri confini nazionali, il ‘sogno’. il desiderio del bello, di uno stile di vita ambito, un LifeStyle da valorizzare ed esportare. 

Alla base, oggi, dell’immagine del Made-in-Italy, che accomuna le eccellenze del mangiar bene (e sano), della Moda, Arredamento e Design, passando per l’ambita immagine di potenza e bellezza delle nostre Ferrari.

Possiamo condividere o no le scelte e lo stile di imprenditori, ma aldilà dei pensieri personali, dal loro successo possiamo trarre importanti insegnamenti.

Vediamone alcuni:

1 – Lavora con Passione e visione della tua strada: La molla che fa scattare l’intraprendenza è la Passione, che guida tutti grandi successi. Pasquale Natuzzi sente di poter avere stoffa e capacità per creare il proprio destino, Si stacca dall’attività di famiglia e comincia a creare i primi divani direttamente, creando la prima sede in una bottega di soli 12 metri quadrati.

Motto: “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione”  Georg Wilhelm Friedrich Hegel.

2 – Quando si cade, ci si lecca le ferite e ci si rialza:  Nel 1973 la La fabbrica Natuzzi andò a fuoco, ma nel giro di pochi giorni si fece fronte al ‘disastro’ aziendale, lavorando in una sede non ancora pronta e agibile, dove l’acqua filtrava dal soffitto. Ma la tenacia premia e dalle ceneri è risorto un impero.

Motto: “Non mi giudicate per i miei successi,  ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.”  Nelson Mandela

3 – Osa l’inosabile se pensi di poter offrire soluzioni concrete: Nel 1990 Pasquale Natuzzi va negli U.S.A., mercato immenso. La visita è casuale, essendo la visita in realtà destinata ad una fiera a Montreal che poi, una volta sul posto, non si concretizza. Si coglie comunque l’opportunità per fare un viaggio di qualche giorno nella vicina New York. Lì Pasquale Natuzzi si stupisce dei prezzi dei divani in pelle, che costavano quanto un’automobile.  Un prezzo folle a suo parere. A molto meno avrebbe potuto offrire divani, perdipiù migliori nel design,  rispetto a quelli presenti sul mercato Americano.  Come agire? Visita i negozi della concorrenza, capisce come si muovono, i prezzi e i materiali. Si immagina una sua possibile alternativa. Poi l’azione:  Chiede, timidamente ma seriamente, un contatto con un Buyer di un grande gruppo, Macy’s, tuttora il cliente più importante per il gruppo Natuzzi negli U..S.A.  Guardano i prodotti sul catalogo, che aveva con sè e individuano un possibile prodotto di interesse. Ma ci sono punti da affrontare. Spese per il trasporto, dogana, valuta. Ma Pasquale Natuzzi ‘fà i compiti a casa’ e fornisce un prezzo di vendita come lo vuole l’ambito cliente. Aprendo la strada ad un mare di ordini, lavoro, assunzioni ed espansione aziendale. Con l’espansione sul mercato Statunitense che amplifica le possibilità del Gruppo.

Lezione 1: Anche la cattiva sorte può essere mutata in opportunità (Fiera a vuoto? Visita a New York, che aprirà all’espansione sul mercato U.S.A.)

Motto: “Chi teme l’insuccesso non si muove” Orazio

4  – Fare i Compiti a Casa: Ovvero essere preparati, aperti e disponibili a percorre nuove strade. Mostriamo con chiarezza chi siamo e le nostre potenzialità. Ove non si possano fornire risposte immediate, prendersi il tempo adeguato per rispondere concretamente e costruttivamente.

Macy’s era un colosso quando Pasquale Natuzzi si presentò  offrendo loro Divani in pelle dalla lontana Italia. Volevano prezzi chiari, in Dollari, presso i loro magazzini, senza doversi loro occupare di trasporto, sdoganamento merci, tasse di importazione. Volevano un prezzo di acquisto certo e valido. Pasquale Natuzzi tornò in Italia, nella sua azienda, e creò quel prezzo, che diventò il prezzo al pubblico di 999 dollari, laddove i prezzi dei prodotti allora sul mercato Statunitense erano circa il doppio. Un successo e l’apertura su un mercato enorme per il gruppo Natuzzi. Ma tutto partì da una visione, dall’azione, coerenza, flessibilità e disponibilità a seguire le esigenze del cliente. 

Motto: “Il pensiero senza azione è una vana illusione, l’azione senza il pensiero uno sforzo vano” Gustave Le Bon,

Le “lezioni” che ci arrivano dall’intervista a Pasquale Natuzzi possono sembrare anche semplici o datate, ma certo negli anni 60-70 non era facile trasmettere all’estero l’immagine di aziende italiane credibili, forti ed ambite come partnership.

Neppure il Sistema Italia  nel dopoguerra doveva essere dei migliori. Ma uomini come Natuzzi, Armani , Agnelli, Ferrero, Barilla, hanno dato lustro alle potenzialità dell’industria Italiana, del Design, della Moda. della Buona Alimentazione.  Creando uno dei paesi d’avanguardia nei prodotti e nella tecnologia, nel look, gusto, design e creatività  Un punto di riferimento per il mondo intero. Un modello di sviluppo, crescita, capacità e innovazione.

Un’Italia che cresceva e stava al passo con le maggiori potenze. Un’Italia che cresceva, sognava, creava ed aveva fiducia in un futuro migliore. Contribuendo al Boom Economico Italiano.

Onore al merito.

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Il caso Natuzzi – 5 – Fate i compiti

Il caso Natuzzi – 5 – Fate i compiti

Il caso Natuzzi – 5 – Fate i compiti: Guarda il video sul mio canale Youtube.

Video Esperienza in Pillole: Video Esperienza in pillole: Il caso Natuzzi – 5 – Fate i compiti | Export Facile PMI

Spunti di riflessione per la crescita e il successo del nostro export. Da un imprenditore che ha creato un brand del made-in-Italy apprezzato in tutto il mondo. Analizziamo alcuni spunti di riflessione, da una sua intervista.

Il caso Natuzzi – 4 – Andate agli incontri preparati

Il caso Natuzzi – 4 – Andate agli incontri preparati

Il caso Natuzzi – 4: Andate agli incontri preparati.

 

Link:

 

00:00:00.000 –>Esperienza in Pillole. Il caso Natuzzi – 4. Andate agli incontri preparati.

00:00:07.580 –> Pasquale Natuzzi “Senta. E’ possibile entrare in contatto con il

00:00:10.300 –> responsabile per gli acquisti?”.

00:00:12.625 –> E lei disse

00:00:13.570 –> “Tu sei pazzo! Cosa credi, che sia facile
parlare con il direttore agli acquisti

00:00:17.200 –> di Macy’s. E così si avvicina
quest’altra signora e dice:

00:00:21.520 –> “Questo pellegrino qua vuole parlare con la Buyer. Vediamo se riusciamo ad aiutarlo”.

00:00:28.869 –> Allora gli diedi il numero della camera
e mi telefona alle 11 e mi disse

00:00:30.869 –> “You are lucky. You got the appointment”.

00:00:35.170 –> Quindi “Tu sei fortunato. Hai ottenuto

00:00:39.940 –> l’appuntamento. Domani mattina vieni alle
10″.

00:00:42.940 –> Natuzzi “Avevo con me un catalogo. Mostro praticamente i prodotti, mostro i prezzi”.

00:00:49.440 –> Marco: “Mostro i prodotti , mostro i prezzi”
Questo è un altro punto essenziale è

00:00:55.960 –> il punto che a volte si fa fatica ancora
oggi, a quasi 40 anni di distanza da

00:01:02.589 –> quando la domanda è stata posta a
Pasquale Natuzzi. La richiesta di presentarsi avendo quanto

00:01:12.100 –> serve per poter fare una proposta
commerciale, avendo quanto

00:01:15.640 –> serve per dimostrare chi siamo, cosa
facciamo, cosa possiamo fare per

00:01:19.630 –> l’azienda. Per il nostro interlocutore,
Per il nostro buyer per il nostro

00:01:22.299 –> distributore, Pasquale Natuzzi aveva con sé un catalogo. Aveva con sé un listino.

00:01:29.490 –> Non è così scontato, nè 40 anni fa, nè oggi. Io mi sono trovato non più tardi di un anno fa,

00:01:37.159 –> quindi nel 2015, con un’azienda, un terzista che di fronte la stessa aziende, lo stesso tipo di buyer,

00:01:45.380 –> stiamo parlando del gruppo Macy’s, non aveva la disponibilità di un catalogo.

00:01:50.810 –> Per il semplice fatto che come terzista il punto di partenza era

00:01:56.119 –> “Io faccio prodotti per i miei clienti. I miei clienti fino a quel momento sono

00:02:01.399 –> tutti italiani e come tale io chiamo i miei clienti a vedere il mio showroom.

00:02:06.020 –> Mi metto lì a un tavolo e verifico con loro che cosa fare, che cosa produrre”.
Perfetto.

00:02:10.640 –> Approccio che va bene quando tu chiami ad un tavolo un tuo interlocutore che sta nel tuo paese,

00:02:13.579 –> nella tua città, a cinque chilometri dalla tua città, a 10 km dalla tua città.

00:02:17.450 –> A 50 o forse anche 100 km della tua città. Ma non lo puoi fare con

00:02:22.760 –> chi deve venire da Tokyo, Toronto o New York per poterti vedere. Non

00:02:28.879 –> gli puoi dire “io posso fare tutto. Vieni, ci sediamo a un tavolo e vediamo

00:02:32.660 –> che cosa posso fare per te”.  Non è proponibile nè sostenibilie!
Devi convincere prima o

00:02:37.430 –> mostrare prima al tuo interlocutore che tu sei una persona, un’azienda valida per le

00:02:43.459 –> sue necessità. Questo lo devi fare oggi, nel 2016,

00:02:48.170 –> lo devi fare in questo momento con strumenti digitali deve poter rimandare un pdf con catalogo,

00:02:52.459 –> devo potergli mandare un listino, mandargli delle fotografie,

00:02:55.220 –> magari anche un video, Ma non puoi dirgli  “Vieni qua che ne parliamo”
perché non è

00:03:02.120 –> giustificabile per un buyer straniero andare da tutti quanti gli scrivono o gli

00:03:05.660 –> dicono “Vieni qua che ne parliamo”.
Bisogna fare una selezione e la

00:03:09.290 –> selezione sil buyer la farà sulla base di quello che mostri. quindi da quello che sei,

00:03:12.799 –> da quello che mandi, da quello che mandi come referenze, da quello che mandi come

00:03:16.870 –> materiale, da quello che mostri come marchi distribuiti o quello che

00:03:21.940 –> eventualmente segnali come i lavori che hai fatto.
Mi potresti sollevare l’obiezione

00:03:26.480 –> “Ma io faccio il terzista e ho come vincolo il non poter mostrare i prodotti finiti,

00:03:31.790 –> col marchio del mio cliente esistente, perché ho un vincolo contrattuale e quindi non è possibile”.

00:03:37.280 –> Ok prepara dei prodotti da mostrare senza marchio, Dovrai pur dare ai tuoi possibili nuovi clienti

00:03:42.489 –> un’idea di che cosa puoi fare. Non è vero?
Quindi fai dei disegni, delle bozze,

00:03:47.460 –> fai dei progetti,
mostra delle schede tecniche .
Ma devi

00:03:51.200 –> dare un’idea di quello che puoi fare!
Questo lo puoi fare.
Non devi rivelare

00:03:55.010 –> se lavori per Tizio o per Caio.
Però devi poter dire “Lavoro con aziende

00:04:00.310 –> internazionali”, oppure “Lavoro per forniture dove facciamo 50.000 pezzi di questo e 10.000

00:04:05.450 –> pezzi di quell’altro” oppure “Abbiamo lavorato con dei contractor”.

00:04:12.010 –> Insomma, con qualsivoglia tipo di cliente sia il nostro cliente target. ma dobbiamo far capire

00:04:16.220 –> chi siamo e cosa possiamo fare. E questo dobbiamo farlo prima di avere qualcuno

00:04:22.250 –> che necessariamente ci viene a trovare in azienda. Perché quello che mandiamo, per presentarsi, sarà il nostro emissario.

00:04:26.210 –> Sarà quello che fa la differenza tra il fatto che il potenziale cliente

00:04:29.780 –> viene o non viene a trovarci, se vorrà valutare una cooperazione.
Quindi questo è un punto essenziale.

00:04:35.720 –> Andiamo a vedere che cosa è successo dopo, con il prossimo video.

00:04:37.720 –> “Esperienza in Pillole – Il caso Natuzzi – 5 – Fare i compiti a casa.”

00:04:40.190 –> 00:04:40.690
Marco Piva – ph. +39 334 948 1113

00:04:40.690 –> marcopiva.mi@virgilio,it

00:04:41.190 –> marco@exportfacilepmi.it

00:04:41.690 –> marcop@italybureau.it
skype.mar.piv

Romano Rolando

Romano Rolando

“L’ attività di Marco si rivela preziosa per la mia azienda, sollevandomi dalla
gestione commerciale di contatti esteri e dalla gestione ordinaria dei nuovi clienti.
Lavorando in autonomia, Marco è la voce del mio Ufficio Export in outsourcing,
mantenendomi aggiornato discretamente, coinvolgendomi sulle problematiche 
che mi coinvolgono dal punto di vista strategico. Questo rende la gestione dei
contatti esteri molto più semplice, coinvolgendomi solo là dove serve. Dall’avvio
cooperazione con Marco abbiamo aumentato notevolmente l’efficacia della nostra
presenza in fiera, aumentando progressivamente la nostra distribuzione sul
canale estero”.

Titolare e Direttore commerciale L.C.P.L.A. srl

13 aprile 2015

Testimonianza Giuseppe Vargiu

Testimonianza Giuseppe Vargiu

“We know Marco from years and cooperating with him brings always fresh ideas to create always better services. As one of our trusted partners for Internalization he supports our customers in their expansion to new markets.
ExportManager24, our online shared export manager office, is the service he manages for the export of made-in-Italy food products”.

CEO ItalyBureau alliance

Alberto Morettini

Alberto Morettini

“Marco è un professionista valido ed efficiente, che si prende in carico trattative,
sviluppandole autonomamente o con la sua rete, sempre tenendomi aggiornato
sull’avanzamento e sulle criticità. Ha guidato la creazione di una fornitura a un
nuovo cliente negli U.S.A. superando le criticità con serietà e professionalità. Con
soddisfazione per tutti, in piena filosofia win win”.

Responsabile commerciale presso Oleificio Morettini

Cosa Facciamo SI

Cosa Facciamo SI

Cosa Facciamo per le PMI:

  • Forniamo Supporto Estero agli imprenditori di Piccole e Medie imprese, a consumo. Pacchetti a multipli di 4 ore. Paghi per quello che ti serve. Perchè pagare di più?
  • Ricerchiamo distributori esteri, verificando le loro richieste e analizzandole con il titolare di PMI.
  • Segnaliamo ai possibili clienti esteri la presenza in fiera.
  • Gestiamo l’agenda incontri Fiera con Buyers esteri.
  • Affianchiamo l’imprenditore in fiera, nei contatti con buyers esteri e nell gestione delle relazioni.
  • Gestiamo le relazioni estero post-fiera.
  • Forniamo dei criteri per scegliere possibili clienti, segnalando cosa fa la concorrenza e cosa guardano i potenziali clienti esteri, nelle loro scelte. La scelta se accettare o meno un cliente o una commessa rimane dell’impreditore, ma forniamo un confronto con quanto fanno gli altri impreditori.
  • Analizziamo canali distributivi alternativi per la tua azienda. Vuoi proporre i tuoi prodotti sui marketplace? Ti aiutiamo a rendere i tuoi prodotti trovabili su Amazon, il marketplace per eccellenza nel mondo occidentale, con  centinaia di milioni di clienti attivi. Anche qui, tariffe sostenibili e un partner che si interfaccia direttamente con Amazon.
  • Aiutiamo gli imprenditori, buyers e distributori esteri a trovare un adeguato fornitore in Italia per i loro prodotti.
  • Gestiamo i contatti estero in linea con le tue scelte di imprenditore.
  • Inoltriamo gli ordini dei clienti esteri seguiti dal nostro team.
  • Ricordiamo e sollecitiamo, lato fornitore, attività critiche (documenti, visione proposte di distribuzione, definizione dei prezzi per una possibile fornitura, …).
  • Ricordiamo e sollecitiamo, lato fornitore, all’amministrazione (fatture proforma, packing list, documenti di spedizione, etc.).
  • Ricordiamo e sollectiamo, lato fornitore, all’amministrazione e al magazzino le scadenze (preparazione merce, pianificazione ritiro merce, etc.).
  • Ricordiamo e sollecitiamo, lato cliente estero (documenti che attestino la serietà dell’offerta, pagamenti, documenti, informazioni legate alla distribuzione estera).
  • Forniamo l’azienda di una risorsa che si muove secondo gli standard di comunicazione e  professionalità che i buyers e possibili partners B2B si aspettano.

Facciamo qualche esempio:

  • Hai fatto realizzare un sito web efficace e ora non sai come gestire i contatti che ti arrivano dall’estero?
  • Sei andato a una fiera in Italia e, senza una azione specifica, hai avuto interessanti contatti con buyer esteri, che non sai come gestire?
  • Sei in fiera e un cliente estero aspetta qualcosa dalla tua azienda, che non dipende da te, ma da qualcuno nella tua azienda. Se io seguo il cliente estero, mi interfaccio con il tuo personale, se me lo consenti, per risolvere i problemi. Per il successo di tutti.

In sintesi, Export Facile PMI ti permette di valorizzare i contatti estero esistenti e di ricercare nuovi possibili contatti B2B, creando trattative sulla base delle tue scelte.

Facile? E’ Export Facile PMI.

Siamo il tuo braccio destro, a supporto dell’export.

Che ti aiuta e solleva dai mal di testa delle trattative con i possibili clienti esteri.